Gli #anticorpimonoclonali rappresentano una soluzione già messa in atto nella trattazione terapeutica di alcune malattie autoimmuni e tumori.
Vengono prodotti in laboratorio mediante l’utilizzo di cavie animali. Se si vuole sviluppare un anticorpo contro una proteina come l’actina di ratto, la si purifica dai tessuti del ratto per poi iniettarla, ad esempio, nel coniglio. Il suo sistema immunitario la riconosce come una proteina esogena scatenando una reazione immunitaria, durante la quale vengono attivate le plasmacellule, che iniziano a produrre anticorpi contro l’actina di ratto.
Plasmacellule diverse sono dette cloni: ciascun clone produce anticorpi con caratteristiche diverse, poiché questi riconoscono solo una parte dell’agente infettivo. Tutti gli anticorpi reagiscono quindi con diversi antigeni: la risposta è detta perciò policlonale, perché proveniente da diversi cloni cellulari. L’interesse, tuttavia, sta negli anticorpi più efficienti e quindi nelle plasmacellule in grado di produrli.
Dopo aver immunizzato l'animale, si estraggono dal tessuto linfatico le plasmacellule attivate che in vitro vengono “immortalizzate” tramite fusione con cellule di mieloma. Si ottengono così degli ibridomi, linee cellulari immortali ognuna delle quali produce grandi quantità di anticorpi identici: si parla perciò di anticorpi monoclonali.
Gli anticorpi monoclonali rappresentano un’arma complementare al vaccino contro il #Covid-19, dal momento che vengono inoculati direttamente gli anticorpi che bloccano l’agente infettivo, anticipando quelli che l’organismo produrrà ma con minore efficienza. Questa terapia ha consentito di ridurre il numero di pazienti soggetti a danni polmonari gravi e ne è stato proposto un uso preventivo, al fine di proteggere i soggetti in pericolo di contagio ancora in attesa della somministrazione del vaccino e dell’inizio della sua effettiva protezione contro il virus.
**Actina - Wikipediahttps://it.wikipedia.org › wiki › Actina - L'Actina è una proteina di forma globulare, con un diametro di circa 7 nanometri, dal peso di 43 kiloDalton (kDa) e costituisce una porzione abbondante (5-10%) di tutte le proteine delle cellule eucariote. Gli eucarioti (Eukaryota, dal greco εὖ eu «buono» e κάρυον káryon «nucleo») sono uno dei due domini della>
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