Roma: La notizia della presa di posizione del candidato radicale, alleato di Zingaretti, Davide Tutino in materia vaccini, che aveva dichiarato di essere un no vax, ma soprattutto di voler dare dei soldi (600 euro) alle famiglie che non vaccinano i figli, ha creato sconcerto nel mondo politico e nell'opinione pubblica. Dopo la risposta decisa di Jean-Léonard Touadi, candidato alla presidenza della Regione Lazio con la lista Civica Popolare, Zingaretti ha opposto un inaccettabile silenzio, mentre il capolista radicale Alessandro Capriccioli ha replicato affermando che Tutino avrebbe parlato a titolo personale e non rispecchierebbe la linea del partito, che si dichiara al contrario favorevole ai vaccini. Capriccioli ha aggiunto poi che i motivi della candidatura di Tutino sono da far risalire alla sua lunga militanza radicale.
#De-Pierro attacca #Zingaretti e Capriccioli su no vax Tutino
A rispondere, questa volta, è il presidente dell'Italia dei Diriti Antonello De Pierro che, dopo aver stipulato l'accordo con Civica Popolare, ha rinunciato a una candidatura alla Camera dei Deputati per accettare l'incarico di coordinatore della campagna elettorale di Jean-Léonard Touadi.
"Ciò che è successo mi lascia fortemente perplesso - ha affermato - su chi siano coloro i quali si candidano a rappresentare i cittadini laziali in Regione. E ritengo ancora più gravi delle esternazioni esilaranti di Tutino le reazioni, disinteressata quella di Nicola Zingaretti e ponziopilatesca quella di #Alessandro-Capriccioli. Se Davide Tutino, è stato improvvisamente colpito dal virus della sindrome da notorietà a tutti i costi per uscire da quell'anonimato da cui, evidentemente, nonostante i tanti anni di militanza non è mai riuscito a emergere, ha raggiunto in parte il suo scopo. E una patologia che a volte può colpire chi è rimasto nel dimenticatoio per lungo tempo e il partito di appartenenza non è riuscito a somministrargli lo specifico vaccino per evitarla. E, in questo caso, potrà godersi, appagato, il suo momento di gloria. Contento lui, contenti tutti.. Secondo la nostra visione politica è alquanto grave che un militante di lungo corso di un partito effettui una virata così repentina su un argomento di vitale importanza per la stessa compagine di appartenenza. Ma questo è un problema interno loro e ci interessa davvero poco. Come ci importa francamente poco anche dell'opinione di Tutino sui vaccini. Siamo in democrazia e ognuno può dare libero sfogo alla propria espressione ideale. E' ripescando un assunto concettuale di voltairiana memoria mi batterò anche affinché lui possa esprimere le sue idee, pur non condividendole. La cosa che più mi colpisce e che ritengo alquanto delirante è il fatto che egli voglia elargire del denaro, se non erro 600 euro, a chi non vaccina i figli. Ma stiamo scherzando? Il silenzio di Zingaretti, che si propone per ritornare ad amministrare la Regione, è assolutamente disarmante, come quello opposto sul disastro dei rifiuti, che proprio noi dell'Italia dei Diritti abbiamo sollevato. E la posizione di Capriccioli, persona che stimo, in questo caso è tutt'altro che esaustiva. Noi pretendiamo di sapere le intenzioni di Tutino qualora dovesse essere eletto in consiglio regionale.
Con quali soldi dovrebbe pagare le famiglie che scelgono l'anacronistica linea di rifiutare quei vaccini, che hanno salvato milioni di vite in passato, scongiurando gravissime epidemie e permettendoci di vivere oggi senza la minaccia di terribili morbosità, che fortunatamente sono state debellate grazie alle somministrazioni vaccinali? Tutino pensa di far gravare la sua insensata proposta sui corpi collettivi? A queste domande attendiamo una risposta immediata e non ci fermeremo fino a quando i cittadini del Lazio non saranno certi di non rischiare di veder sperperare soldi pubblici per soddisfare le assurde elucubrazioni di questo personaggio, le cui dichiarazioni onestamente mi fanno rabbrividire. E tra l'altro rischia anche di creare un detrimento sociale molto grave in tema di prevenzione, attesa la disperazione che regna attualmente in tante famiglie disagiate. Quanti, facendosi ammaliare dalla possibilità di ricevere l'eventuale bonus proposto, potrebbero decidere di rinunciare alla prevenzione sociale dei propri figli?".
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