Roma: Si avvicina ogni giorno di più l’imminente chiusura del terzo ospedale più antico di Roma, il San Giacomo. La decisione della Regione, che sarà attiva dal 1 novembre prossimo, ha scatenato una serie di proteste, soprattutto in ragione della recente ristrutturazione del complesso. “La mia posizione è chiara. Non bisogna chiudere il San Giacomo al di là dei motivi di fondo " ha dichiarato il presidente del movimento Italia dei Diritti, Antonello De Pierro " Quando si chiude una struttura ospedaliera e una zona ne resta orfana, si genera una situazione negativa e di disagio, perché viene meno la tutela della persona e il rispetto del diritto alla salute sancito dalla Costituzione”. Il centro ospedaliero sito tra via del Corso, via di Ripetta e via Canova, che annualmente registra circa 30mila accessi e cinquemila ricoveri, è stato totalmente rimesso a nuovo; dopo 18 mesi di lavori, ora il San Giacomo vanta il titolo di ospedale più moderno di Roma, con 750 dipendenti a seguito. Nonostante questo, la decisione di chiuderlo. Tanto improvvisa quanto assurda. “Una decisione inspiegabile " ha continuato De Pierro- se consideriamo che sono state spese cifre da capogiro per rinnovarlo. Ed è questa la cosa più grave; che siano stati sprecati soldi inutilmente, per delle ristrutturazioni che, se lo stabile chiude, semplicemente non serviranno. Da questo bisognerebbe partire per portare avanti una seria protesta”. Soldi buttati al vento dallo stesso Ente che li ha erogati. 15 milioni di Euro per la precisione.-
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