Leggo l’articolo Umberto II, un re senza regno di Giuliano Di Tanna e mi sento in dovere di fare alcune riflessioni: 1) il signor Canosa, storico assai inconsistente, mi fa venire in mente la barzelletta che l’ Italia è un paese con 50 milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio e, io direi, di 50 milioni di storici. Non è la prima volta che sento qualcuno discettare di storia, antica o recente, al Bar dello sport, pensionati al minimo, mi spiace per loro,- con la quinta elementare, che devono pur passare il tempo e il livello delle loro argomentazioni è pari a quello del signor Canosa. Oggi, in Italia, basta aver scritto un articolo di storia sul periodico della parrocchia per diventare uno storico, mah! 2) l’intervista non dice nulla, è solo un insieme di banalità e di luoghi comuni.
Ma in Italia c’è qualcuno che, oggi, non dica banalità ? 3) Se Re Umberto fu inconsistente, come dice l’ illustre storico, come dovremmo definire i presidenti che la repubblica ha avuto in 60 anni?
Ce ne è uno che abbia fatto qualcosa di serio? Se mi chiedete in cosa si sono distinti i nostri esimi presidenti, la prima cosa che mi viene in mente è lo scandalo Loocked. Qualcuno di loro ha assunto importanti decisioni? Io ricordo solo Leone che negli anni '60 fece le corna, oh, che classe, a un gruppo di studenti che lo contestavano. 4) Re Umberto amava a tal punto il Suo paese che avrebbe potuto usare l’ Esercito e i Carabinieri, fedeli alla Corona, per far arrestare gli autori dei brogli elettorali del '46, ma per evitare spargimenti di sangue, se ne andò in esilio. Dei politici di oggi, che usano lo Stato a scopo personale che dobbiamo dire?
Davide Pozzi di S.Sofia
Commissario P.d.A.M. per Pavia e Piacenza
Rif: “Un Re senza regno” " il centro 18/03/2008 " L’espresso espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Umberto-II-il-re-senza-regno/2005791/6
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