Milano; P.d.A.M. : No, non è una vanteria. E lo abbiamo dimostrato nel corso della 2a Guerra Mondiale. Ci siamo entrati con "l’alleato tedesco"; ma, poi, vista la malaparata, siamo diventati "cobelligeranti degli Alleati". E non venitemi a rammentare il vecchio proverbio siciliano: "fuiri è vriogna, ma è sarvamentu di vita".
Il vecchio saggio ammoniva che una eventuale "fuga è vergogna" ma, a volte, è "l’unico modo di salvare la vita". Non si sogna il vecchio saggio siciliano di celebrare la "sconfitta" con relativa "fuga" come una "vittoria". Anzi dice espressamente che è "vergogna". Dice solo che, in certi casi, se "fuggire è vergogna", il fuggire vuole anche significare "salvare la vita". Non coprite, dunque, le vostre vergogne con la vecchia sapienza del vecchio siciliano. Ma accettate l’idea che, dal 1945 ai nostri giorni, la classe politica che ci sgoverna è tanto spudorata da gabellare una "sconfitta" con "fuga" come una "vittoria". E così, il 25 aprile di ogni anno, i nostri politici si bardano a festa per celebrare "la vittoria sul nazifascismo". E poco importa se noi, il 24 luglio 1943, siamo andati a letto vestiti da "nazifascisti". Conta il fatto che l’indomani, 25 luglio 1943, ci siamo svegliati "antifascisti" ed "antitedeschi". Corsi e ricorsi storici. Oggi Bush ha cacciato gli USA in una "guerra infinita". E Giorgio Napolitano, Presidente della repubblica Italiana, vola a Washington e rassicura: "Non lasceremo gli USA soli" (1). Perchè Bush, mentre gli USA arrancano in Afganistan e in Iraq, vorrebbe aprire un altro fronte con l’Iran. E chiama a raccolta i suoi alleati. Stando alle parole di Napolitano, Bush può andare avanti: "Non lasceremo gli USA soli".
E non venitemi a rammentare l’illustre precedente di Badoglio che, mentre rassicurava i Tedeschi sulla "fedeltà italiana", trattava la resa con gli Alleati. Oggi niente fa presagire la sconfitta degli USA. Salvo "il destino cinico e baro". La cosa, dunque, funziona così: una qualche multinazionale apolide nota che un qualche popolo ha delle materie prime di pregio e bisbiglia all’orecchio di Bush. Bush proclama quel Popolo e quello Stato "canaglia", lo bombarda e lo invade.
Gli USA si impantanano, ma noi siamo lì e "non lasceremo gli USA soli". Salvo, naturalmente una rovinosa sconfitta che ci costringerebbe a cambiare fronte e nemico. Bush, del resto, merita una sonora sconfitta. E difatti Bush ed amici chiamano "PACE" la loro "guerra infinita". In ogni caso, noi le guerre le vinciamo sempre. O con l’amico oppure con il nemico. Che volete di più? - (1)"Napolitano da Bush: Pace, impegno europeo" in "Corriere della Sera" del 12 dicembre 2007, pagina 12.
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