L’importanza della “diplomazia delle città ” per il bene dell’Africa e la pace nel mondo è evocata e raccomandata dall’ex-presidente della Commissione Europea Romano Prodi, oggi al centro della scena politica italiana come esponente dell’opposizione, in una lettera diffusa dall’agenzia italiana di stampa Ansa.
Ieri sera Prodi era a cena con il primo ministro inglese Tony Blair, lontano da Roma, e non ha potuto essere presente oggi alla manifestazione ma ha scritto al sindaco Walter Veltroni, già suo vice-presidente in un governo da lui guidato: “Caro Walter, in questa giornata che Roma dedica all’Africa, pure fisicamente lontano, voglio dire a te, alla città tutta, che sono con voi a condividere interamente l’impegno contro l’ingiustizia, contro la povertà e l’enorme disuguaglianza in cui vive e cresce la gente di quel continente. È immensamente triste dover constatare che ancora oggi la comunità internazionale, le grandi organizzazioni come i singoli governi dei paesi più ricchi del mondo non abbiano davvero fatto dell’impegno a favore dell’Africa una priorità .
Secondo Prodi, la povertà , la fame, le malattie, sono “una piaga, una così grande ingiustizia che non può essere più nascosta al mondo. Non si puo' tacere di fronte a questo e la vostra denuncia è non solo da accogliere e condividere ma da promuovere ovunque perché tutti noi, le nostre comunita', la nostra gente, si mobilitino e facciano pressione sui propri governi. Si deve fare concretamente tutto quanto è necessario perché l’Africa possa nutrire se stessa. È triste dovere constatare che l’Italia, nonostante l’impegno assunto a devolvere in aiuti lo 0,33% del Pil, sia oggi al di sotto di questa misera quota e, cioè ferma allo 0,11%. In questo contesto molto preziosa per l’Africa può rivelarsi la diplomazia delle città che, fortunatamente, sta crescendo in Europa''.
Secondo Prodi le città e le amministrazioni locali possono svolgere un ruolo fondamentale per sensibilizzare i cittadini e coinvolgerli “in un impegno diretto e fecondo di vicinanza e condivisione con i cittadini africani”. Prodi conclude: ”La cooperazione decentrata può davvero rivelarsi un valido ausilio all’azione dei governi nazionali e sovranazionali: non dobbiamo lasciare nulla di intentato. Ce lo chiede il mondo e lo dobbiamo anche ai nostri figli perché in una cosi' grande, inaccettabile diseguaglianza e ingiustizia, la pace con le sue ragioni difficilmente potrà affermarsi”. [MB]
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