Costituzione, tutto da rifare

Quali prospettive dopo il fallimento della Conferenza intergovernativa?

"Siamo di fronte ad un fallimento delle Istituzioni. È inutile negarlo: il bicchiere oggi è vuoto", ha affermato il presidente della Commissione Romano Prodi. Che però ha aggiunto: "Bisogna riempirlo con decisioni che servono ai cittadini e noi abbiamo la possibilità di farlo. Il bicchiere delle nostre certezze è pienissimo: il bicchiere della realtà è vuoto, ma abbiamo i mezzi per riempirlo e l’obbligo morale di riempirlo".

Quali sono quindi le prospettive per il futuro dell’Unione europea? Con la posizione radicale assunta da alcuni dei 25 Paesi partecipanti alla Cig non è facile prevederlo. Spagna e Polonia sono ferme nella loro volontà di difendere il voto ponderato deciso al vertice di Nizza nel dicembre 2000, che dà loro un potere di voto da molti giudicato sproporzionato rispetto al loro peso demografico. Parigi e Bruxelles sono state le più intransigenti nel respingere qualsiasi compromesso che non partisse dal superamento di questo meccanismo di voto. Ma anche la presidenza italiana si è schierata contro ogni compromesso "al ribasso".

E ancora Parigi, questa volta insieme a Berlino, ha prospettato la possibilità di un'Europa a due velocità come uno sbocco inevitabile se i 25 non saranno in grado di accordarsi sulle riforme istituzionali in tempi medio-brevi. Il presidente francese Jacques Chirac ha apertamente parlato della necessità di tornare "al gruppo dei pionieri" dell’Europa spiegando che un nocciolo duro di Paesi che trovassero un accordo anche sui contenuti costituzionali rappresenterebbe una sorta "di motore, un esempio che permetterebbe all’Europa di andare più veloce e più avanti".

Oggi l’Unione europea appare quindi divisa e sarà difficile ricostruire una fiducia reciproca e trovare un'intesa sui temi che hanno mandato a monte la Cig. Probabilmente, dopo una presidenza irlandese sostanzialmente conservativa, se ne riparlerà concretamente durante la presidenza olandese, nel secondo semestre del prossimo anno. Tempi un po’ lunghi per un'Europa che vorrebbe avere nel Mondo un ruolo più significativo.