Non esistono separazioni con- sensuali. In queste cose si sa come si inizia ma non come si va a finire e lo vediamo dal 19- 43, con alcune accelerazioni in certi momenti (1952, 1954, 19- 62, 1972, 1983 etc.).
Si inizia sempre col dire “lasciamoci così, senza ranco- re”, ma poi immediatamente si apre una competizione nello stesso campo politico, che ha effetti collaterali certamente non positivi.
I nostri padri hanno vissuto questa realtà con la guerra UMI - Partito ancora prima della partenza del Re per l’esilio.
Purtroppo, ben pochi hanno imparato qualcosa dagli ultimi 70 anni.
Il mondo è in movimento, le classi politiche, in gran parte, non l’hanno capito o vogliono ignorare questa realtà, dando il là allo sviluppo del malcontento popolare.
Non è possibile vivere ed agire nel presente ricorrendo alle solite, vecchie strategie.
Il mondo monarchico è rimasto, nella migliore delle ipotesi, al 2003, con due proposte: l’abrogazione, non praticabile attualmente, dell’articolo 139 della costituzione ed il ritorno, ora sempre più improbabile, delle salme dei Reali al Pantheon. Evita però d’avanzare proposte concrete e realistiche per il presente e per il futuro, al contrario di quanto, invece, faceva, fino alla morte di Re Umberto II, l’allora Consulta dei Senato- ri del Regno, fondata nel 1965 (nel 1955 fu creato il Gruppo vitalizio dei Senatori del Regno, trasformatosi dieci anni dopo).
Quei due temi, seppur importanti, sono molto lontani dal dibattito che interessa gli italiani, costretti a confrontarsi ogni giorno con problemi più vicini alla sussistenza ed al futuro dei loro figli, come la lotta alle disuguaglianze, i problemi finanziari del Paese, il suo collocamento nell’Europa e nel mondo, il welfare, il lavoro, le pensioni, la pressione fiscale, la scuola, l’università, la tutela del patrimonio e dell’ambiente...
Abbiamo dunque il dovere, senza rinnegare la nostra natura e le nostra Tradizione, sempre viva e reale, di confrontarci con i temi attuali e concreti. Di fatto, finora il mondo monarchico si è escluso da solo dal vero dibattito nazionale ed europeo.
Il presente ed il futuro si giocano dunque sulla capacita di cambiare noi stessi.
E sulla capacità di stare un passo avanti sui temi sui quali c’è possibilità d’intesa in partenza. Dobbiamo cioè giocare una partita all’attacco dopo aver pulito le nostre scuderie, cioè provocare (e non subirlo) un autentico dibattito con analisi ed autocritiche, se vogliamo essere credibili e costituire una vera alternativa.
Dobbiamo giocare all’attacco e proporre veri studi su questioni storiche e politiche delicate ma ineludibili, che il mondo monarchico ha preferito sostanzialmente ignorare per oltre 70 anni, con poche e lodevoli eccezioni, non in grado, però, di ottenere un vero impatto sulla situazione nel suo complesso.
Ci riferiamo, innanzi tutto, ai temi seguenti:
- la situazione politica prima del 28 ottobre 1922
- la “marcia su Roma” e Mussolini presidente del consiglio - il ventennio mussoliniano
- il 24 e 25 luglio 1943
- l’armistizio del 1943
- il trasferimento dello Stato a sud
- il Regno d’Italia a sud
- la Luogotenenza dal 5 giugno 1944 al 9 maggio 1946
- il ruolo del Luogotenente durante la Campania d’Italia
- il regno d’Umberto II dal 9 maggio al 13 giugno 1946
- il regno d’Umberto II dal 13 giugno 1946 al 18 marzo 1983
- le volontà testamentarie e la successione di Umberto II
- l’intervento d’Aimone di Savoia-Aosta del 7 luglio 2006
- il fallimento di tutti i raggruppamenti monarchici
- la frantumazione attuale del mondo monarchico.
Il Centro Studi dell’Istituto della Reale Casa di Savoia è pronto a fare la sua parte, fornendo un contributo serio, equilibrato e documentato.
IRCS: ISTITUTO DELLA REALE CASA DI SAVOIA
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