Milano polo universitario d’eccellenza: raddoppiano gli studenti stranieri

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Milano: Milano si conferma la più internazionale tra le città italiane e un punto di riferimento eccellente per i giovani studenti stranieri. E’ quanto emerge dall’anteprima della ricerca “Milan International Students: attrattività e risposte della città a bisogni e aspettative degli studenti stranieri” realizzata dalla Fondazione RUI per il Comune di Milano e presentata questa mattina dall’assessore alle Aree cittadine e Consigli di Zona Andrea Mascaretti assieme alla ricercatrice Maria Cinque.

“E’ più che raddoppiata in sette anni, dal 2001 al 2008, la presenza di studenti stranieri a Milano, con un numero che passa da 4.992 nel 2001/02 a circa 11.727 nel 2007/08 " ha detto l’assessore Mascaretti -. In aumento sono proprio gli stranieri, con una percentuale rispetto al totale degli iscritti che passa dal 2,9% al 6,1%, la maggioranza dei quali è di provenienza europea”.

“Con il progetto One Dream One City avviato nel 2006 " spiega l’assessore - ci siamo posti come obiettivo quello di attrarre nel nostro territorio giovani talenti da tutto il mondo. Con la collaborazione della Fondazione RUI abbiamo quindi lavorato per capire quali sono i motivi che spingono oggi gli studenti stranieri a scegliere Milano come città nella quale studiare e costruire il proprio futuro di successo”.

“Dalla ricerca " conclude Mascaretti - emerge che gli studenti stranieri che hanno scelto Milano lo hanno fatto per la sua fama internazionale, la qualità dei suoi atenei e la sua posizione logistica favorevole e strategica: al centro di attività internazionali e vicina alle città d’arte. Milano conferma così il suo primato di città della moda, del design, dell’economia e dell’industria”.

La maggior parte degli studenti stranieri a Milano è di provenienza europea con una percentuale del 53,7%, anche se negli ultimi anni la ricerca evidenzia una forte crescita di studenti provenienti da altri continenti, in particolare dall’Asia e dall’America Latina.

In forte aumento gli studenti cinesi che lo scorso anno rappresentavano il 7%, contro l’1% del 2003-2004, con una crescita di 6 punti percentuali negli ultimi 5 anni. Tra i Paesi europei è l’Albania che registra il maggior numero di studenti che hanno scelto di frequentare le università milanesi con una percentuale del 18% nell’anno accademico 2007/2008. Una percentuale che registra però un calo di due punti percentuali rispetto a cinque anni fa. Tra i Paesi asiatici prevalgono la Cina con il 7% e l’Iran con il 4%. Tra i Paesi latino ”€œamericani invece è il Perù che ha la maggiore presenza di studenti stranieri con un valore medio pari al 5%.

Sono le facoltà scientifiche, con gli indirizzi economico " statistico e architettura, quelle che maggiormente attraggono gli studenti stranieri a Milano rispetto al resto d’Italia. Queste due macro aree, con il gruppo politico sociale e ingegneria, richiamano in media il 61% degli studenti stranieri a Milano. La facoltà di economia registra il 29% di studenti stranieri, architettura il 14%, ingegneria il 9,5% e scienze politiche l’8,5%.

Tra gli atenei sono l’Università Commerciale Luigi Bocconi e il Politecnico quelli più gettonati. L’Università Bocconi registra un incremento degli studenti stranieri che passa dal 4,9% nel 2001 " 2002 al 15,9% nel 2007-2008. In crescita anche gli studenti stranieri del Politecnico che passano da una percentuale del 3,2% registrata nel 2001-2002 a una percentuale dell’8,4% nel 2007-2008.

Sotto l’aspetto qualitativo, la ricerca conferma a livello internazionale l’immagine di Milano “città -per-il-mondo”, la più internazionale tra le città italiane, molto più di Firenze e Roma, due città con una forte vocazione turistica. Milano si afferma inoltre prima di Siena e Perugia nonostante queste ultime due città abbiano una presenza di atenei specificatamente dedicati a studenti stranieri.

Buona l’accoglienza percepita dagli studenti stranieri che si sono sentiti maggiormente accolti in una città cosmopolita come Milano piuttosto che in altre come Siena o Firenze.

Tra le proposte migliorative emergono alcuni elementi importanti: un maggior numero di borse di studio, soprattutto nelle discipline che favoriscono l’innovazione e lo sviluppo, con possibilità di permanenza in Italia dopo la laurea. La possibilità di affiancare all’offerta formativa quella di job recruiting in aziende di prestigio e di rafforzare la cooperazione tra atenei. Salari più alti per i giovani e concessione di riduzioni fiscali ai talenti, come in Danimarca o in altri Paesi europei e alloggi a prezzi maggiormente competitivi.

Milano e l’Italia, infine, risultano una scelta vincente anche per il patrimonio artistico e architettonico e anche per imparare la lingua e conoscere la cultura italiana. E soprattutto nella percezione degli studenti provenienti da Paesi extraeuropei, Milano rappresenta un punto di accesso strategico, un gateway per l’Europa; la mentalità e lo stile di vita sono infatti percepiti come emblematici dello stile di vita europeo.

Gli International Students a Milano. Attrattività della città e risposte a bisogni e aspettative degli studenti stranieri

Il presente documento rappresenta un preview del rapporto di ricerca dell’indagine MISs (Milan International Students) che sarà pubblicato a settembre.

1. Premessa
Nell’attuale scenario internazionale dell’istruzione superiore la mobilità internazionale di studenti e giovani ricercatori - sia intra-europea, sia proveniente dai Paesi terzi - è considerata uno degli strumenti privilegiati per realizzare l’Area europea dell’istruzione superiore e l’Area europea della Ricerca, auspicate e incoraggiate nelle iniziative legate all’attuazione del “Processo di Bologna” e della “Strategia di Lisbona”. In conseguenza di ciò cresce la competizione fra le sedi formative che aspirano a una posizione di eccellenza nello scenario internazionale e nel “mercato” globale della formazione.
L’Amministrazione comunale di Milano ha inserito tra i propri obiettivi strategici un progetto di accoglienza e formazione di giovani eccellenze provenienti da Paesi esteri denominato “One dream, one city”.

Obiettivo di questa iniziativa è presentare Milano alla comunità internazionale come modello di eccellenza nel campo della ricerca, dell’innovazione e dell’alta formazione ed attrarre giovani talenti internazionali affinchè possano inserirsi nella società cittadina o, tornando ai Paesi di origine, diventare ambasciatori del Made in Italy e sostenitori del “marchio Milano”.
La Fondazione Rui (Residenze Universitarie Italiane), che è partner del progetto, ha dato il suo contributo attraverso due iniziative. In primo luogo il CIMEA (Centro Informazione Mobilità e Equivalenza Accademiche) ha offerto un servizio di supporto alle istituzioni milanesi, alle università , ai cittadini stranieri a Milano e ai milanesi in mobilità all’estero per quanto riguarda il riconoscimento e la comparabilità dei titoli di studio. In seconda istanza, il Comune di Milano in collaborazione con la Fondazione Rui si è posto l’obiettivo di documentare il punto di vista degli studenti già presenti nella città di Milano attraverso la ricerca MISs, Milan International Students), allo scopo di analizzare la situazione attuale per ottimizzare le capacità di accoglienza degli studenti stranieri.

La ricerca si è svolta in due fasi. La prima, realizzata con metodologie proprie della desk analysis, è stata finalizzata alla quantificazione della presenza di international students e all’analisi delle caratteristiche di tale popolazione, nonchè alla ricostruzione e alla descrizione dello scenario esistente nella città di Milano, in relazione ai soggetti che intervengono, ai relativi orientamenti di policy, agli interventi realizzati e ai servizi offerti. La seconda è stata strutturata sotto forma di un’indagine di campo mirata a raccogliere le opinioni degli studenti stranieri presenti a Milano su tematiche rilevanti ai fini dell’indagine, quali i motivi della scelta di Milano quale sede formativa, la valutazione dell’esperienza di studio e di vita in città , l’espressione di domande e aspettative che attendono risposta.

2. I dati quantitativi
Preliminarmente all’indagine di campo è stata effettuata una ricerca quantitativa: per documentare la presenza di studenti stranieri a Milano sono stati utilizzati dati di fonte MIUR nell’arco temporale compreso tra il 2001/02 e il 2007/08, relativi agli studenti stranieri iscritti ai corsi di laurea o post-laurea e agli studenti stranieri iscritti all’estero che vengono in Italia per brevi periodi (per programmi di scambio, come per es. l’Erasmus). Complessivamente nel periodo considerato, la presenza di studenti stranieri nel Comune di Milano è più che raddoppiata, passando da 4.992 studenti nel 2001/02 a circa 11.727 nel 2007/08. In aumento sembra siano proprio gli stranieri che si iscrivono ai corsi milanesi: la loro percentuale rispetto al totale degli iscritti è raddoppiata (da 2,9% a 6,1%) mentre la quota degli studenti coinvolti in scambi internazionali si è mantenuta stabile intorno al 33%.

La maggior parte di studenti è di provenienza europea, ma negli ultimi anni si è notata una forte crescita degli studenti provenienti da altri continenti, in particolare dall’Asia e dall’America.

Guardando ai singoli paesi di provenienza, tra quelli europei, l’Albania sembra essere il principale ’esportatore’ di studenti (nell’a.a. 2007/08 il 18% degli studenti stranieri è albanese); tra quelli asiatici prevalgono Cina (7%) e Iran (4%) e, infine, tra quelli latino-americani prevale il Perù (valore medio pari al 5%). Tuttavia la quota degli studenti albanesi negli ultimi cinque anni diminuisce di 2 punti percentuali, mentre quella degli studenti cinesi è aumentata di 6 punti percentuali dal 2003/04 al 2007/08.

Tra gli atenei, e per tutto il periodo considerato, gli studenti stranieri hanno scelto principalmente l’Università Commerciale Luigi Bocconi e il Politecnico. Questi due atenei non solo per ciascuno degli anni considerati attraggono una quota maggiore di stranieri, ma sono anche riusciti a crescere fortemente rispetto agli altri.

Un valore medio calcolato per tutti gli anni considerati mostra che i gruppi scientifico-disciplinari quello economico-statistico e architettura attraggono più studenti stranieri a Milano che nel resto d’Italia. Queste due aree insieme al gruppo politico-sociale e ingegneria attraggono in media il 61% degli studenti stranieri a Milano.

3. La ricerca qualitativa
Per l’indagine di campo si è scelta la metodologia del focus group, ovvero interviste collettive condotte fino alla saturazione delle tematiche oggetto di studio e integrate da alcune interviste individuali.
I focus sono stati realizzati grazie a una presentazione del progetto ai responsabili degli Uffici Erasmus e relazioni esterne dei principali atenei milanesi che hanno sensibilizzato gli studenti a partecipare: a tutti partecipanti, inoltre, il Comune di Milano, che ha offerto un biglietto omaggio evento al Teatro della Scala.
Tra il 27 maggio e il 5 giugno 2009 sono stati realizzati 10 focus group, a cui hanno preso parte complessivamente 86 studenti, e 10 interviste individuali. Un focus speciale era stato realizzato in precedenza, il 3 aprile, con gli 10 International students provenienti dai collegi milanesi Torrescalla e Viscontea.
I focus si sono svolti nella sede milanese della Fondazione Rui, in via Domenichino, 16, alla presenza di un conduttore e di un osservatore.
In fase di conduzione del focus si è cercato quanto più possibile di favorire la rotazione, per permettere a tutti di esprimere le proprie opinioni, e di incoraggiare anche le idee minoritarie e devianti all’interno del gruppo. Si è voluto in tutti i modi evitare quello che è un meccanismo abbastanza comune all’interno dei focus group, la cosiddetta “internalizzazione”, cioè il processo per cui le opinioni individuali vengono inglobate in quello del gruppo. A questo scopo, prima di cominciare la discussione, è stato chiesto ai partecipanti di scrivere le proprie opinioni su carta, come avviene nei gruppi nominali e nella tecnica Delphi; successivamente tutti sono stati invitati a esporre pubblicamente la propria idea.
La scaletta di conduzione del focus è stata strutturata secondo i seguenti punti:

- Presentazione e riscaldamento
- Motivo della scelta di Milano
- L’accoglienza e le relazioni

La qualità accademica delle università e i servizi che offrono agli studenti stranieri
Aspetti positivi e criticità del vivere e studiare a Milano
Bisogni soddisfatti e nuove domande emergenti: accesso e fruizione dei servizi universitari e dei servizi accessori (alloggi, programmi culturali, strutture sportive ecc.)
Riflessioni, proposte e conclusione

4. Milano dal punto di vista degli studenti stranieri

4.1 Le motivazione della scelta
Si conferma a livello internazionale l’immagine di Milano città -per-il-mondo1, la più internazionale tra le città italiane, molto più di Firenze e Roma che pure sono viste come città a vocazione turistica e più di Siena e Perugia nonostante la presenza in quelle città di Atenei specificamente per studenti stranieri. Dai focus si conferma un’idea di Milano come città della moda, del design, dell’economia, dell’industria. Chi ha scelto di studiare a Milano lo ha fatto essenzialmente per la fama internazionale e la qualità accademica dei suoi istituti d’istruzione superiore e per la sua posizione logistica favorevole: al centro dei traffici internazionali, ma vicina ai luoghi di villeggiatura invernale ed estivi.
Milano e l’Italia risultano una scelta vincente anche per il patrimonio artistico e architettonico, per imparare la lingua, per conoscere la cultura italiana. Inoltre, soprattutto nella percezione degli studenti provenienti da Paesi extraeuropei, Milano rappresenta un punto di accesso strategico, un gateway per l’Europa; la mentalità e lo stile di vita sono percepiti come emblematici dello stile di vita dell’Europa. Milano conferma quindi un suo volto specifico di “città -del-mondo tra identità di città europea e reti internazionali”2.
Tuttavia, alcuni studenti affermano di aver scelto Milano anche per motivi più ’contingenti’: ad esempio la possibilità di ricevere una borsa di studio, la partnership tra la loro università e un ateneo milanese, la possibilità di frequentare un master internazionale con titolo riconosciuto da più università grazie agli accordi fra gli atenei milanesi e un network internazionale di università .

4.2 Gli istituti di istruzione superiore milanesi
Come abbiamo detto sopra, uno dei motivi di attrazione della città è rappresentato dalle sue istituzioni educative. Tra gli atenei più ’attraenti’ risultano la Bocconi e il Politecnico, soprattutto le facoltà di Ingegneria e Architettura, ma molto buona è anche la fama internazionale delle Accademie di Belle Arti (Brera e NABA) e dello IED (Istituto Europeo di Desing).
Dopo aver indagato sulle aspettative degli studenti nei confronti degli atenei che avrebbero frequentato, sono stati presi in esame i diversi servizi che le università mettono loro a disposizione (tutor, corsi di lingua, programmi culturali, pass per trasporti e musei ecc.), constatando spesso una conoscenza superficiale da parte degli studenti delle possibilità offerte, quindi la necessità di una ancora più ampia informazione sui molti servizi disponibili.
Sono stati poi analizzati in dettaglio i processi di ingresso e accoglienza degli studenti nella città e negli atenei, i programmi ad alta formazione o di ricerca seguiti all’università , i servizi offerti (orientamento, tutor, corsi di lingua, convenzioni per strutture ricettive e pass per trasporti e musei). Complessivamente emerge un quadro positivo: una qualità accademica molto alta, soprattutto nelle aree disciplinari dell’economia, dell’ingegneria, dell’architettura, del design, della moda e della storia dell’arte; qualche problema organizzativo, talvolta la rilevazione di metodi didattici diversi a cui gli studenti si sono adattati (in Italia essenzialmente basati sulla ’lezione frontale’ e generalmente privi di verifiche in itinere), qualche difficoltà di comunicazione con alcuni docenti e con alcuni studenti che non parlano inglese.

4.3 L’integrazione e la burocrazia
Oltre alla conoscenza della lingua, gli studenti hanno riferito che “un modo per essere ben accolti e farsi apprezzare è mostrarsi interessati alla città , alla sua storia, ai suoi luoghi”¦”. Quest’attitudine permette anche di scoprire le vere bellezze di Milano, che sono molte di più rispetto alle eccellenze note tutto il mondo (Cenacolo, Duomo e Castello): “Milano è una città che offre il meglio di sè dopo una conoscenza approfondita... sorprende per la sue bellezze nascoste”.
Le percezioni cambiano a seconda del paese di provenienza e delle esperienze fatte in altri Paesi esteri. Tutti rilevano disponibilità e cortesia nei cittadini milanesi, dall’uomo della strada ai funzionari degli uffici informazioni o welcome desk delle università ; i cinesi " che, tra tutti, sembrano avere maggiori problemi di lingua (anche più degli studenti provenienti da paesi di cultura araba) - si sono sentiti molto meglio accolti in una città cosmopolita come Milano piuttosto che in altre città italiane medio-piccole (per es. Siena, Firenze, Bologna).
Gli studenti provenienti dai Paesi non appartenenti all’Unione Europea hanno descritto come “determinante” l’aiuto offerto dagli uffici preposti degli atenei milanesi nelle fasi di ingresso nel paese e durante la procedura di richiesta o rinnovo del permesso di soggiorno.

5. Vivere e studiare a Milano
Nella seconda parte del Focus i partecipanti sono stati invitati a esprimere liberamente il proprio vissuto, le proprie percezioni profonde e le proprie opinioni rispetto al tema dell’attrattività della città di Milano, delle modalità di fruizione e di accesso ai servizi (alloggi, trasporti, programmi culturali, strutture ricreative ecc.). Sono emerse, come era prevedibile, luci e ombre, che delineano un panorama complessivo di una città ’trendy’ (negozi, vita notturna, eventi internazionali come le sfilate di moda, o le fiere di Design come il salone del Mobile) con alcuni margini di ottimizzazione.

5.1 Il gradimento delle strutture e dei servizi
Prima di scendere nei dettagli dei singoli aspetti, è stato chiesto agli studenti di esprimere con un voto da 1 a 5 (utilizzando una scala Likert dove 1= gravemente insufficiente; 2= insufficiente; 3= sufficiente; 4= buono; 5= eccellente) il loro gradimento relativamente a: alloggiistorazione, trasporto pubblico, programmi ed eventi culturali, strutture sportive, strutture ricreative e di divertimento. La maggior parte di questi elementi è giudicata al di sopra della media, con margini di miglioramento per quanto riguarda gli impianti sportivi e, in parte, gli alloggi e i trasporti.

Il tema della ricerca di una casa presenta i maggiori margini di migliorabilità a causa dell’alto costo degli affitti soprattutto nelle zone limitrofe alle sedi degli atenei. Migliore la situazione degli studenti stranieri che abita in alloggi messi a disposizione dall’Università (case per lo studente, collegi, ostelli): questi studenti stranieri .hanno conseguentemente una maggiore disponibilità economica per sfruttare al massimo tutte le opportunità che offre Milano: concerti, vita notturna, luoghi di ritrovo per i giovani (pub, ristoranti ecc.).
Sono considerate comunque molto utili le informazioni sugli alloggi reperibili sui siti degli atenei.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, la rete è ritenuta capillare, con margini di miglioramento soprattutto per quanto riguarda gli orari notturni.
Sono considerati buoni i collegamenti con le altre città italiane e con l’estero, con la speranza che si riattivino presto alcune rotte intercontinentali da Linate o Malpensa.

5.2 Il costo e la qualità di vita al confronto con altre città
Il tema del ’costo della vità è particolarmente sentito dagli studenti che sottolineano come Milano sia una città che offre molto (ristoranti, divertimenti, shopping) anche se non sempre accessibile alle “tasche” degli studenti. È una città dove molte persone vengono per lavorare o studiare per poi tornare dalle loro famiglie fuori città , in provincia e nell’hinterland, una città -flusso più che una città -luogo1. Il fenomeno del pendolarismo investe anche gli studenti universitari italiani e ha ripercussioni sulle modalità di socializzazione fra studenti stranieri che vivono a Milano e una buona parte di studenti italiani che studiano a Milano ma vivono fuori città .
In confronto con altre città italiane, Milano è considerata meno caotica di Roma, pur essendo centro del business internazionale oltre che meta del turismo. Pur non avendo università specializzate per stranieri (come Siena o Perugia) attrae molti studenti per l’eccellenza delle sue istituzioni universitarie.
La qualità di vita della città è ritenuta complessivamente nella media di una grande città , con margini di miglioramento per quanto riguarda le aree verdi, un ancora maggiore snellimento del traffico e un aumento delle zone pedonali per valorizzare le bellezze artistiche e architettoniche della città .
Circa la presenza di “talenti” nella città di Milano, gli studenti sono molto positivi, considerandola una città in cui il tessuto industriale del territorio ha indubbiamente favorito, rispetto ad altre parti d’Italia, la coltivazione e la valorizzazione dei talenti2.

6 Conclusioni
In definitiva, nell’esperienza di chi l’ha scelta come sede di studio, Milano si conferma città internazionale e cosmopolita, città del lavoro, “diversa” in positivo da altre città italiane legate all’immagine del solo turismo (per es. Firenze), o del piccolo centro “di provincia”.
Dalle diverse esperienze e testimonianze emergono quindi fattori di successo ed elementi ottimizzabili nelle politiche per l’attrattiva. Tra le proposte migliorative che gli studenti stessi avanzano emergono quelle di carattere economico: concedere più borse di studio con obbligo/possibilità di permanenza in Italia dopo la laurea, pagare salari più alti ai giovani, e sono molti, che lavorano mentre studiano innalzando il parallelo le responsabilità loro affidate, concedere riduzioni fiscali ai talenti, come in Danimarca o in altri paesi europei.
Fra le nuove domande emergenti, per esempio, più musei d’arte contemporanea, più spettacoli in lingua inglese, maggiore attenzione alla musica e alle sottoculture giovanili.
Interessanti alcuni suggerimenti per l’Expo 2015, come quelli di Cindy (Cai Jin), studentessa di architettura, che in Cina ha lavorato con il suo professore ad alcuni progetti per l’Expo 2010 di Shanghai. Una delle prime necessità è quella di “informare prima di tutti gli abitanti della città , in modo che sentano come propria la responsabilità della buona riuscita dell’evento e l’esigenza di fare bella figura”. La maggior parte degli intervistati non pensa che Milano abbia bisogno di un completo restyling in vista dell’Expo, ma considera opportuni alcuni interventi di miglioramento delle infrastrutture, snellimento delle procedure e manutenzione di alcuni siti di interesse pubblico. La migliore preparazione per l’Expo è vista proprio in quest’organizzazione ’partecipatà, ovvero nella condivisione e nel coinvolgimento degli abitanti della città , sia quelli che vi risiedono stabilmente sia quelli che vi trascorrono un certo periodo per motivi di studio o di lavoro.

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