Ogni anno gli spostamenti del terreno sono responsabili della perdita di centinaia di vita umane e di miliardi di euro: una minaccia in continuo aumento a causa dello sfruttamento del suolo e della crescente urbanizzazione. Terrafirma è un progetto sostenuto dall’ESA nell’ambito del GMES Service Element Programme che il preciso scopo di ridurre i rischi legati a fenomeni come questi.
Terrafirma fornisce un servizio paneuropeo di valutazione dei rischio per rivelare e sorvegliare gli spostamenti del terreno in relazione alla stabilità degli edifici, alla subsidenza, agli innalzamenti del terreno causati dall’umidità , a frane, ad attività sismica nonchè a lavori di ingegneria del sottosuolo.
Da oltre quindici anni l’interferometria realizzata con radar ad apertura sintetica (InSAR, Synthetic Aperture Radar Interferometry) fornisce dati precisi al centimetro sulle deformazioni del suolo. Ma negli ultimi cinque anni sono state sviluppate tecniche di analisi dati (PSI, Persistent Scatterer Interferometry) che permettono di identificare e controllare movimenti del terreno su larga scala con un dettaglio ancora più elevato.
Secondo recenti indagini, oltre il 50% della popolazione del pianeta vive in centri urbani; le megalopoli (città con oltre 10 milioni di abitanti) sono inoltre un fenomeno ormai diffuso. E se la tendenza alla urbanizzazione si conferma nel futuro, le maggior parte delle grandi città sarà spinta verso un’ulteriore espansione.
La ripresa delle costruzioni richiede basi solide per evitare costosi errori di programmazione. D’altra parte i lavori sotterranei e la costruzione di tunnel hanno effetti superficiali che richiedono rimedi e controlli. I servizi erogati da Terrafirma forniscono servizi utili per identificare siti a basso rischio su cui intraprendere la nuova edificazione; inoltre permettono un certo risparmio sugli interventi che coinvolgono le strutture esistenti.
I maggiori movimenti del suolo, come terremoti e frane, mettono a repentaglio una frazione consistente di popolazione a livello planetario. Il progetto Terrafirma ha quindi voluto includere nelle sue attività programmate una specifica attenzione a città che convivono con una lunga tradizione di fenomeni sismici, come nel caso di Istanbul, in Turchia.
La Turchia è un territorio a rischio terremoti per diverse ragioni. In primo luogo la Faglia dell’Anatolia settentrionale, che corre per circa 1000 kilometri, passa ad appena quindici kilometri a sud di Istanbul. Inoltre la Turchia fa parte della placca tettonica dell’Anatolia, una struttura relativamente piccola che si trova compressa tra altre tre placche tettoniche di dimensioni maggiori: le placche arabica e africana a sud e la placca eurasiatica a nord.
La combinazione degli spostamenti di questo sistema di placche ha dato luogo " per limitarci allo scorso secolo " a ben otto terremoti di potenza superiore alla settima magnitudo. Con quello di magnitudo 7,6 che ha colpito Izmit, nel 1999, a circa 80 km in direzione est " sudest da Istanbul, si è infine avviata la mappatura delle zone di rischio nelle aree urbane della metropoli turca.
Gli studi con la tecnica PSI hanno fornito una mappa della subsidenza estesa a tutta la città e hanno messo in evidenza la grande variabilità territoriale dell’ambiente urbano di Istanbul, contribuendo alla ridefinizione delle mappe di rischio sismico da parte delle autorità .
Terrafirma ha tenuto d’occhio anche Lisbona, in Portogallo, che è storicamente stata soggetta a devastanti terremoti. In questa come in altre aree, il contributo davvero unico fornito da InSAR sta obbligando i sismografi a rivedere i dati in loro possesso per incorporare le nuove informazioni e raffinare le previsione dei cicli di ripetizione dei terremoti, oltre che sulla possibile locazione degli epicentri. Le correzioni apportate sono così significative che probabilmente condurranno all’estensione delle applicazioni InSAR a tutte le aree a rischio sismico.
Le frane sono un altro movimento del suolo che ogni anno causa enormi perdite economiche ed esige un tributo di migliaia di vittime, come nel caso dell’Italia, per esempio, dove il danno annuale è stato stimato in circa 1-2 miliardi di euro e in circa 60 vittime.
Terrafirma ha monitorato il rischio di frana nel paesino di Cutigliano, sull’Appennino Toscano. Il PSI ha permesso di compiere oltre 200 rilievi sulle pendici del paesino. Combinando i dati InSAR con dati ancillari, come quelli ricavati da fotografie da aerei, mappe topografiche e geomorfologiche, Terrafirma è stata in grado di fornire un’analisi accurata della distribuzione spaziale della frana e del suo stato di attività , oltre all’identificazione di aree instabili prima sconosciute.
Nel corso del prossimo biennio, Terrafirma, iniziata dalla Nigel Press Associates nell’ambito del GMES Service Element Programme dell’ESA, coprirà con osservazioni radio almeno una città per ciascuno dei paesi membri dell’Unione Europea.
Leggi la notizia nella sua completezza: Rischi di Frane e Smottamenti
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