Bruxelles: Fino a non molto tempo fa il luogo in cui si decretavano sentenze di vendetta e di morte. Da un anno quel luogo ha spalancato le sue porte a ragazzi disabili della zona coinvolgendoli ogni giorno in attività ricreative e sportive. È la storia del complesso di beni, espropriati alla criminalità organizzata, situato nel comune di Giugliano (provincia di Napoli) e appartenente fino al 1998 al clan della camorra capeggiato dal boss Francesco Rea. Un’area vastissima di trentaseimila mq che, dopo la confisca da parte dello Stato e un significativo finanziamento europeo, è stata ristrutturata e restituita alla società civile.
Con uno stanziamento di 4.800.000,00 euro nell’ambito del PON Sicurezza è stato edificato " su cinquemila mq del complesso " il più grande Centro sportivo polivalente della Campania e, con un bilancio di 1.058.742,24 euro, è stata costruita una casa alloggio diurna per ragazzi diversamente abili. A raccontarci tutta la vicenda è Lucia Rea, dirigente della Provincia di Napoli in prima linea nella battaglia per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie sul territorio campano. È proprio con questo fine che viene istituto nel 2003 il Consorzio S.O.L.E (Sviluppo Occupazione Legalità Economica), ente locale che raggruppa 21 comuni della Provincia di Napoli.
“Il consorzio nasce anche da un’esigenza etica " spiega la dott.ssa Rea ", ovvero quella di non isolare quei sindaci che, pur avendo a disposizione beni espropriati ai mafiosi, non potevano utilizzarli perché ancora occupatida gregari dei clan o letteralmente diroccati, distrutti dal tempo e dagli ex proprietari”.
Quando sono iniziati i sopralluoghi per avviare i cantieri, le forze dell’ordine e la prefettura di Napoli hanno avuto un bel daffare per sgombrare gli edifici difesi con le unghie e con i denti dai vecchi inquilini: “Abbiamo trovato nel complesso ben 32 nuclei familiari che ruotavano ancora attorno al clan dei Rea; c’era persino la moglie del boss”, ricorda la dirigente.
Il consorzio è già all’opera per la richiesta di altri finanziamenti nell’ambito del PON Sicurezza 2007-2013 finalizzati alla realizzazione di progetti quali la zona notturna per disabili e un campus universitario.
“Abbiamo un dovere morale " afferma la dott.ssa Rea " Dobbiamo restituire questi beni alla società civile. È un modo per combattere la criminalità organizzata colpendola nei simboli che ne identificano potere e affari”.
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