10 Raccomandazioni:
1: Raccomandiamo di rinnovare la nostra missione come singoli credenti e come Chiese per proclamare Cristo come la Luce e il Salvatore del mondo.
2: Raccomandiamo di proseguire il dibattito sul riconoscimento reciproco del battesimo, tenendo conto degli importanti risultati su questo argomento in diversi paesi ed essendo consapevoli che la questione è profondamente connessa con una comprensione dell’Eucaristia, del ministero e dell’ecclesiologia in generale.
3: Raccomandiamo di trovare dei modi di sperimentare delle attività che ci uniscano: la preghiera l’uno per l’altro e per l’unità , pellegrinaggi ecumenici, formazione teologica e studio in comune, iniziative sociali e diaconali, progetti culturali, sostenere la vita della società basata sui valori cristiani.
4: Raccomandiamo la partecipazione completa dell’intero popolo di Dio e, in quest’Assemblea in particolare, di prestare attenzione all’appello dei giovani, degli anziani, delle minoranze etniche, dei portatori di handicap.
5: Raccomandiamo che le nostre Chiese riconoscano che gli immigranti cristiani non sono semplici destinatari di cura religiosa ma che possono svolgere un ruolo completo e attivo nella vita della Chiesa e della società ; che offrano una migliore cura pastorale per i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati; che promuovano i diritti delle minoranze etniche in Europa, in particolare del popolo Rom.
Molti di noi sono grati per aver potuto sperimentare profondi cambiamenti in Europa negli ultimi decenni. L’Europa è più dell’Unione Europea. Come cristiani, condividiamo la responsabilità di plasmare l’Europa come un continente di pace, solidarietà , partecipazione e sostenibilità . Apprezziamo l’impegno delle istituzioni europee: l’UE, il Consiglio d’Europa e l’OSCE per un dialogo aperto, trasparente e regolare con le Chiese dell’Europa. I più alti rappresentanti ci hanno onorati con la loro presenza e hanno in tal modo espresso un forte interesse nel nostro lavoro. Dobbiamo affrontare la sfida di immettere energie spirituali in questo dialogo. L’Europa è nata come un progetto politico per garantire la pace e adesso deve trasformarsi in un’Europa dei popoli, più che uno spazio economico.
6: Raccomandiamo di sviluppare la Charta Oecumenica come linea guida in grado di stimolare il nostro cammino ecumenico in Europa.
7: Esortiamo tutti i cristiani europei di sostenere con forza gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite come provvedimento pratico urgente per alleviare la povertà .
8: Raccomandiamo che, da parte del CCEE e della KEK, insieme alle Chiese dell’Europa e alle Chiese degli altri continenti, venga avviato un progetto consultivo che affronti le problematiche della responsabilità europea nei confronti della giustizia ecologica, davanti alla minaccia dei cambiamenti climatici; la responsabilità europea nei confronti di una giusta impostazione della globalizzazione, così come nei confronti del popolo Rom e delle altre minoranze etniche europee.
Oggi più che mai, riconosciamo che l’Africa, un continente già strettamente intrecciato con la nostra storia e con il nostro futuro, sperimenta livelli di povertà nei confronti dei quali non possiamo rimanere indifferenti e inattivi. Le ferite dell’Africa hanno commosso il cuore della nostra Assemblea.
9: Raccomandiamo di sostenere le iniziative per la cancellazione del debito e la promozione del commercio equo e solidale.
Attraverso un dialogo sincero e obiettivo, contribuiamo e promuoviamo la creazione di un’Europa rinnovata in cui gli immutabili principi e valori morali cristiani, ricavati direttamente dal Vangelo, assurgono a testimonianza e ci spingono a un impegno attivo nella società europea. Il nostro compito consiste nel promuovere questi principi e valori, non soltanto nella vita privata ma anche nella sfera pubblica. Vogliamo cooperare con le persone delle altre religioni che condividono la nostra preoccupazione per creare un’Europa dei valori che prosperi anche politicamente ed economicamente.
Preoccupati per la creazione di Dio, preghiamo per una maggiore sensibilità e rispetto per la sua meravigliosa diversità . Lavoriamo per contrastare il suo vergognoso sfruttamento, a causa del quale tutta la creazione geme aspettando la redenzione (cf. Rm 8, 22-23) e ci impegniamo ad adoperarci per la riconciliazione fra l’umanità e la natura.
10: Raccomandiamo che il periodo che va dal 1 settembre al 4 ottobre venga dedicato a pregare per la salvaguardia del creato e alla promozione di stili di vita sostenibili per contribuire a invertire la tendenza del cambiamento climatico.
Coordinamento Monarchico Italiano
Ufficio Stampa
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