PALERMO - Due presunti scafisti dell’imbarcazione diretta verso le coste italiane, su cui si presume siano morti 28 immigrati africani, sono stati arrestati ieri sera dopo essere stati ascoltati dalla polizia a Siracusa.
Lo ha confermato in una conferenza stampa la polizia, aggiungendo che il racconto dei sopravvissuti soccorsi da un mercantile al largo delle coste siciliane indicherebbe un bilancio di circa 28 vittime.
I due arrestati, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sarebbero originari della Liberia, secondo la polizia. Si tratta di Dom Kwame Kimg, 35 anni, e Anthony Sapond, 29 anni.
La polizia di Siracusa ha anche comunicato che la base di partenza dell’imbarcazione di legno naufragata nel Mediterraneo è stata individuata in Libia, senza tuttavia rendere nota la città .
Gli extracomunitari hanno detto di aver lasciato in 100, nove giorni fa, le coste della Libia alla ricerca di una vita migliore, ma che hanno perso la rotta e che almeno un quarto di loro sono morti e sono stati poi gettati in acqua dai sopravvissuti.
La nave mercantile è riuscita a portare a terra 75 immigrati clandestini, che erano a bordo dell’imbarcazione di 14 metri al largo di Siracusa con poco cibo e acqua.
Secondo le testimonianze, ha detto la polizia, gli scafisti sarebbero stati pagati dai 650 ai 1.000 dollari per la traversata.
Oltre a quelli deceduti durante il viaggio, un altro uomo è morto ieri per sospetta ipotermia durante i soccorsi, mentre veniva trasportato con un elicottero di emergenza in un ospedale a Malta.
Dei superstiti, 56 sono stati trasferiti in un centro di prima accoglienza in provincia di Caltanissetta. Il resto dei naufraghi sono ricoverati in stato di grave disidratazione all’ospedale di Siracusa.
COOPERAZIONE ITALIA-LIBIA CONTRO CLANDESTINI
Commentando il fatto, il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha dichiarato ieri in una nota che "l’Unione Europea deve farsi carico fino in fondo" del problema dell’immigrazione clandestina "se vuole davvero corrispondere alle sue responsabilità storiche davanti al Terzo Mondo".
Oggi in un'intervista al quotidiano La Stampa il ministro degli Esteri libico Abdulharam Shalgham ha lanciato un allarme sull’immigrazione clandestina nel suo Paese.
"Se per voi italiani l’immigrazione clandestina è un problema, per noi è molto di più: è un'invasione", ha detto il ministro nell’intervista, aggiungendo di essere preoccupato per la reazione del popolo libico.
Le misure di collaborazione fra Italia e Libia, tra cui da circa un anno è in vigore un accordo di cooperazione, saranno intensificate nel corso della prossima missione a Tripoli di un responsabile del Viminale, con l’obiettivo di controllare i flussi migratori attraverso intese di più ampio respiro, ha detto il Viminale.
Piccole imbarcazioni con a bordo immigrati illegali fanno la spola tra le coste italiane e il Nord Africa.
A giugno, 37 extracomunitari in cerca di asilo erano stati soccorsi dalla nave tedesca dell’associazione umanitaria Cap Anamur che, dopo molti giorni di polemiche, ottenne la concessione di attraccare al molo di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. I clandestini furono poi rimpatriati.
http://www.reuters.it
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