Ramallah, - Assediato dai tank israeliani in poche stanze dell’unico edificio rimasto in piedi della Muqata, Yasser Arafat rilancia il suo appello alla resistenza: parla al telefono, e le sue parole vengono amplificate- per i circa 30.000 palestinesi che stamattina hanno riepito le strada di Gaza nel secondo anniversario dell’inizio dell’Intifada di al-Aqsa. E la sua retorica è durissima, venata peraltro di frequenti riferimenti religiosi che non gli sono consueti.
"l’intifada continuerà fin quando non avremo raggiunto i nostri obiettivi" dice il vecchio leader. Perchè, spiega "siamo la nazione che è più in grado- di resistere e questo è il nostro cammino fino a quando i bambini palestinesi, i compagni di classe dei bambini martiri, non faranno ondeggiare la nostra bandiera sui minareti e le chiese di Gerusalemme".
Il presidente palestinese ha citato vari versetti del Corano affermando "Allah e Dio premieranno i palestinesi che lottano contro il nemico (Israele, ndr) che occupano i luoghi santi" e poi ha ripetuto tre volte:
"Allah non disattenderà mai la sua promessa". "Ed è la nostra
promessa non come singoli individui ma come popolo, che questa
rivolta continui e ottenga la vittoria con l’aiuto di Allah". E poi ha concluso, con grande durezza. " E se agli israeliani quello che dico non piace, che se ne vadano a bere l’acqua di Gaza".
Revocato il coprifuoco in tre città
- Le autorità militari israeliane hanno revocato il coprifuoco nelle città cisgiordane di Qalqiliyah, Tulkarem e Jenin.
Due i palestinesi uccisi
È già di 2 palestinesi morti il bilancio degli scontri che nella striscia di Gaza stanno segnando il secondo anniversario dell’inizio della nuova Intifada. Un membro di al Fatah, il movimento del presidente dell’Autorità palestinese Yasser Arafat, è stato ucciso stamattina dagli spari israeliani a Rafah, nel sud della striscia di Gaza. Un diciannovenne è stato colpito da un proiettile alla testa ed è morto e altri 6 sono rimasti feriti dopo che i militari israeliani hanno aperto il fuoco per rispondere a una sassaiola nei pressi dell’insediamento ebraico di Netzarim, a sud della città di Gaza.
Sono 2.538 le persone uccise dall’inizio dell’Intifada, a fine settembre 2000, di cui 1.873 da parte palestinese e 614 da parte israeliana
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