l’11 settembre doveva esserci un quinto aereo dirottato, e avrebbe dovuto colpire la Casa Bianca. Lo rivela il New York Times, che riprende una pista investigativa emersa dagli interrogatori di Ramzi Bin al Shibh, lo yemenita arrestato un mese fa in Pakistan e ritenuto un mancato partecipante agli attentati contro New York e il Pentagono.
Doveva essere proprio lui a pilotare il quinto aereo contro la residenza di Bush, ma il progetto fu abbandonato da al Qaeda perché Bin al Shibh si vide rifiutare per quattro volte il visto d'ingresso in Usa.
Elementi che avvalorano questa nuova inquietante ipotesi sarebbero emersi anche dalle indagini in corso in Germania sulla famigerata cellula di Amburgo, che pianificò gli attacchi.
Finora, lo yemenita era considerato solo il ventesimo uomo del commando suicida: il suo posto doveva esser preso da Zacarias Moussaoui, a sua volta arrestato un mese prima delle stragi e attualmente in attesa di giudizio.
Già in marzo Abu Zudaydah, numero tre di Al Qaeda catturato in Pakistan, aveva rivelato che anche la Casa Bianca doveva esser colpita l’11 settembre, ma non aveva parlato di un quinto aereo. A quanto risulta ora, i terroristi affidarono il compito di puntare verso Washington al volo U93, quello caduto in Pennsylvania.
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