E’ già in frantumi la tregua non dichiarata per le festività ebraica del Purim e musulmana dell’ Aid El-Adha, dopo che due attentatori palestinesi - uno dei quali è stato abbattuto - hanno aperto il fuoco stasera a un capolinea d’autobus alle porte di Gerusalemme e due coloni ebrei sono stati uccisi in un agguato nei pressi di Betlemme, mentre due palestinesi sono stati a loro volta uccisi dal fuoco dei soldati israeliani. In questa nuova giornata di sangue, due donne incinte - una giovane palestinese e una colona ebrea, entrambe rimaste ferite da colpi d’arma da fuoco - sono comunque riuscite a partorire, ma nella Striscia di Gaza due bambini di 10 e 13 anni sono stati ridotti in fin di vita in un cannoneggiamento israeliano contro il campo profughi di Rafah.
All’indomani della mancata revoca del ’confino’ di Yasser Arafat a Ramallah (Cisgiordania), la decisione del consiglio di difesa del governo del premier Ariel Sharon continua intanto a suscitare polemiche e l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di difesa Javier Solana, incontrando a Gerusalemme il ministro degli esteri Shimon Peres, l’ha definita stamane "non saggia" e ha affermato che il presidente palestinese "deve riavere la sua libertà di movimento".
In partenza per Parigi, Peres ha invece difeso - secondo il quotidiano ’Yedioth Ahronoth’ - il "compromesso" emerso dalla riunione di ieri, sostenendo che "in sostanza, riporta la situazione a quella che era prima del confino di Arafat", nel dicembre scorso, poichè il presidente palestinese "sarà libero di muoversi come faceva prima". "Ciò che gli si chiede è di presentare una richiesta a Sharon", ha detto, lasciando intendere che Arafat potrà molto probabilmente partecipare al vertice della Lega araba in programma il mese prossimo a Beirut. Di parere opposto, rimane tuttavia il ministro della difesa (e suo compagno di partito laburista) Benyamin Ben-Eliezer, che aveva proposto la revoca del ’confino’ e che - secondo lo stesso quotidiano - ha ammonito: "La prolungata incarcerazione di Arafat è un errore che potrebbe mettere in pericolo l’intera iniziativa del cessate-il-fuoco".
Previsione che sembra essersi subito avverata, in un’ennesima giornata di sangue che si è aperta con l’uccisione a un posto di blocco dell’esercito israeliano a sud di Nablus di Mohamed El-Hayek, un palestinese di 22 anni che con la moglie Maysun (in stato di gravidanza e anche lei di 22 anni) e il padre (64) era diretto in auto all’ospedale della cittadina nel nord della Cisgiordania. Rimasta ferita con il suocero, la giovane donna è poi riuscita a dare alla luce una bambina, mentre nei pressi di Tulkarem (sempre nel nord della Cisgiordania), una ragazza palestinese di 15 anni è stata uccisa a un altro posto di blocco, dove aveva cercato di accoltellare un soldato.
A sud-est di Betlemme, un auto con a bordo quattro coloni dell’insediamento ebraico di Nokdim è poi caduta nel pomeriggio in un agguato, rivendicato - a quanto sembra - dalle ’Brigate martiri Al-Aqsa', una milizia legata ad Al-Fatah (principale movimento palestinese, a suo tempo fondato da Arafat). Nell’agguato, sono stati uccisi due degli occupanti dell’auto, mentre una donna di 33 anni, in stato avanzato di gravidanza, è rimasta ferita insieme con una ragazzina. Nonostante fosse rimasta ferita alla pancia, la donna è comunque riuscita anch’essa a partorire, ma poco dopo due attentatori palestinesi hanno cercato di seminare morte al capolinea della linea d’autobus 25 nell’altro insediamento di Neve Yaakob, alla periferia nord di Gerusalemme. Uno dei due attentatori è stato pero’ colpito a morte da alcuni poliziotti, tre dei quali sono rimasti feriti nella sparatoria insieme con altri sette israeliani che si trovavano al capolinea dell’ autobus.
Il secondo attentatore è invece riuscito a fuggire e nella zona è ora in corso un massiccio rastrellamento.
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